Una fantastica esperienza il TOUR DELLA GRECIA   7-13/10/2019

 

 


Gruppo ANTEAS al teatro Greco di Epidauro

Ci piace cominciare questo articolo con un’immagine del teatro antico di Epidauro che ben rappresenta la Greciaclassica, ma anche perché ci consente di mettere in primo piano la foto ricordo del nostro gruppo.
La visita al sito archeologico di Epidauro l’abbiamo portata a termine il giorno che precede quello della ripartenza per l’Italia.
Si tratta di un sito di grandissimo interesse, di cui molti di noi non ne conoscevano l’esistenza ma che la nostra guida greca ci ha fatto apprezzare moltissimo raccontandoci storia, mitologia e leggende riguardanti la guerra di Troia.

Epidauro  è un comune della Grecia nella periferia del Peloponneso, conosciuto principalmente per il suo santuario dedicato al Dio della medicina, Asclepio, e per il suo teatro, ancora utilizzato al giorno d'oggi per accogliere rappresentazioni teatrali. Il Teatro costruito nel IV secolo a.C., è famoso per l’acustica perfetta e non cessa di stupire per il suo sofisticato sistema di costruzione.


Interno della tomba di Agamennone il re dell’antica Grecia protagonista
della storia, della mitologia e del teatro tragico.

E’ stato dichiarato dall’UNESCO patrimonio universale dell’umanità.

Di Epidauro parlava anche il grande Omero: infatti nella città di quei tempi si trovavano innumerevoli santuari, che rimasero intatti fino al 150 d.c. I luoghi sacri erano dedicati a dei come Era, Asclepio, Dioniso, Artemide, Afrodite, Epione. Oltre al teatro, che è uno dei massimi capolavori dell’architettura greca antica, sono molti i resti degli altri edifici di Epidauro, estesi su un’area pianeggiante piuttosto ampia: al complesso del tempio dedicato ad Asclepio appartengono bagni termali, ospedali e vari templi che adesso non si vedono più.


Uno dei 24 monasteri, visto da lontano

Dopo questa anticipazione sul nostro tour della Grecia, riprendiamo il racconto dall’inizio. Partiti, in pullman, da Cinisello la mattina del 7 ottobre per Ancona, secondo il programma concordato con l’agenzia turistica, nel tardo pomeriggio avremmo dovuto imbarcarci su una nave traghetto per la Grecia. Prima dell’arrivo ad Ancona ci giunge la notizia che la nave aveva avuto un guasto e che pertanto ci saremmo imbarcati il giorno successivo.  Primo imprevisto quindi; ci tocca trascorrere la prima nottata in un albergo di Jesi (Ancona) anzicchè sulla nave. L’indomani si parte, con ulteriore ritardo di alcune ore e dopo 16 ore di navigazione sbarchiamo in Grecia, porto di Igoumenitsa, periferia dell’Epiro. Riprendiamo il nostro pullman e dopo 170 chilometri circa arriviamo finalmente alle sospirate Meteore.


Il primo di due monasteri da noi visitato. Difficoltà di accesso moderata.
Circa 200 gradini regolari.

Qui comincia il nostro giro della Grecia che è destinato a lasciare una traccia indelebile nella nostra memoria per il resto dei nostri giorni. Abbiamo avuto la fortuna di essere assistiti per tutto il tempo da Valia, la nostra guida turistica, che parlava abbastanza bene in italiano, era molto simpatica e soprattutto molto preparata sulla storia, la cultura  e l’arte dell’antica e della moderna Grecia.

Prima tappa Meteora che, significa letteralmente “sospesa in aria”;  è una località  del nord della Grecia presso la cittadina di Kalambaka creata dai turchi durante i quattro secoli della loro dominazione. E’ un importante centro della chiesa ortodossa costituita da 24 monasteri costruiti con immani sacrifici  in cima a coste rocciose mozzafiato con pareti a picco alte fino a 400 metri. Fino a non moltissimi  anni fa vi si poteva accedere con scale a pioli o con sistemi a carrucola. Dei 24 monasteri soltanto sei sono abitati, essenzialmente da suore, gli altri sono abbandonati.


Cesto metallico per la salita e la discesa
con carrucola.
Noi ne abbiamo visitati solo due e la visita ha riguardato quasi esclusivamente le chiese ortodosse dei due monasteri. Degli interni delle chiese non abbiamo fotografie perché vietate da suore inflessibili. Meteora è stata dichiarata, giustamente, dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’Umanità.

Il secondo monastero visitato visto dall’esterno.

Un altro monastero sulla cima di una falesia di arenaria.

Sotto questa parte rocciosa si intravede la cittadina di Kalambaka.

Il tour prevedeva il pernottamento in Hotel a Kalambaka, ma in conseguenza del ritardo della partenza da Ancona, terminata la visita alle Meteore e consumato il primo pasto in Grecia, si parte per Atene. 
Dopo aver percorso in pullman Km. 360 circa, in tarda serata arriviamo all’Hotel Titania nel centro di Atene.


Vista esterna del Museo.

10 ottobre ore 9. Inizia la vista al museo archeologico nazionale di Atene. Si tratta di uno dei più interessanti musei di reperti archeologici della Grecia antica esistenti al mondo. Oltre ad essere il più grande museo della Grecia, è anche il più ricco del mondo relativo all'arte ellenica. Le collezioni contengono opere di scultura, anfore, stele, affreschi, gioielleria, armi, utensili, monete, giocattoli ecc.

  
                       
                                            


Il Partenone.

Ore 12. Dopo la visita al museo archeologico, con una certa stanchezza nelle gambe, saliamo  sull’Acropoli  centro nevralgico dell’antica città di Atene e meta turistica obbligata per quella moderna. Da qui, oltre che ammirare il partenone e la loggetta delle cariatidi si può godere di una splendida visuale sulla città.


La loggetta delle Cariatidi.

Vista di uno scorcio della citta di Atene con il monte Licabetto,
dove sorge la chiesa di San Giorgio.

Nel pomeriggio visita ad un altro importante museo di Atene: Museo dell’Acropoli dedicato alla ninfa protettrice del matrimonio.
Qui è possibile ammirare tantissime opere d’arte antica proveniente  dall’Acropoli.


Le bellissime Cariatidi originali provenienti dalla loggetta dell’Acropoli.
Quelle che si vedono adesso sull’Acropoli sono delle copie.

Il canale di Corinto.

11 ottobre ore 10.  Siamo diretti al sito archeologico di Corinto. Considerata la ristrettezza dei tempi, la nostra guida ci propone l’alternativa di visitare il sito archeologico di Corinto o la città di Nauplia.


Una chiesa di Nauplia
Scegliamo Nauplia, città di origine antichissima, situata nella periferia del Peloponneso. La scelta non ci impedisce, però, di  fermarci ad osservare, dall’alto di un ponte, il celebre canale di Corinto. Si tratta del canale navigabile che collega il mare Egeo con il mare Ionio tagliando in due l’istmo che li separa. Ha una lunghezza di 6343 metri, una larghezza minima di 24,6 metri al livello del mare e una larghezza di 21 m alla sua base alla profondità di 8 metri. Non possono attraversarlo imbarcazioni superiori a 10 tonnellate.

 

Proseguiamo per Nauplia, graziosa città moderna che ha alle spalle una lunghissima storia. E’ stata teatro di importanti eventi della storia antica, del periodo bizantino e del medioevo. E’ stata anche teatro di guerra tra i turchi e i veneziani. I veneziani la chiamarono Napoli di Romània per distinguerla da Napoli d’Italia.


Il castello del mare vicino alla costa di Nauplia.


I resti del tempio dedicato al dio Apollo.

12 ottobre, ultimo giorno di permanenza in Grecia.

Lasciato l’albergo di Atene, ci dirigiamo verso Delfi, importante città dell’antica Grecia, dove visiteremo uno dei siti archeologici più importanti e un museo archeologico di estremo interesse.


La pietra sacra che simboleggia
l’ombelico del mondo.

Vedremo i resti del più importante tempio dedicato in Grecia al Dio Apollo, sede dell’Oracolo di Apollo. Questo sito si trova sulle pendici del monte Parnaso, a circa 130 km a nord-ovest da Atene e a oltre 600 metri di altezza sul livello del mare. Nell’antica Grecia si pensava che Delfi fosse il centro del mondo e, quindi, l’ombelico del mondo.


Dal museo di Delfi, l’auriga, celebre statua di bronzo del V secolo a.c..
La statua costituiva uno dei migliori esemplari, dal cosiddetto stile austero. Apparteneva a un complesso più grande tra cui il carro e i cavalli. L’auriga guidava il carro durante le battaglie e partecipava alle gare tra carri.
L’ombelico era rappresentato da una pietra sacra opportunamente sagomata. All’oracolo di Delfi si rivolgevano gli uomini più importanti  alla vigilia di grandi eventi per conoscere il futuro. Le profezie sul futuro venivano elargite dalla Pizia, vergine sacerdotessa del dio Apollo che usava sempre un linguaggio ambiguo che si prestava a molteplici interpretazioni.

 

Dopo la visita allo favoloso museo di Delfi, poco distante dal sito archeologico, si va a pranzo e poi partenza per Patrasso per l’imbarco sulla nave traghetto l’Italia.

Per andare a Patrasso si deve percorrere il ponte di Poseidone. Si tratta di un arco di cemento e acciaio teso nel cielo della Grecia, il ponte attraversa il golfo di Corinto e unisce Rion nel Peloponneso a Antirion nel territorio continentale. Con la sua gittata di 2883 metri è la struttura strallata più lunga del mondo.

A Patrasso ci attendeva la seconda sorpresa di questo Tour: La nave è arrivata nel porto con oltre quattro ore di ritardo. Partenza per l’Italia ritardata, quindi, e di conseguenza anche il nostro arrivo a Cinisello si è procrastinato di parecchie ore. Nonostante le due sorprese sul viaggio di andata e di ritorno e nonostante la stanchezza accumulata durante il tour, siamo felici per tutto ciò che abbiamo visto e per aver preso un contatto diretto con ciò che rimane della Grecia antica, con la Grecia che custodisce gran parte del patrimonio culturale e nella quale risiedono le prime e fondamentali radici della cultura del mondo occidentale. Di tutto ciò occorre rendere grazie ad ANTEAS e a coloro che in prima persona si sono impegnate per rendere possibile questa magnifica esperienza.

D.S.